Organismi di composizione delle crisi

Inquadramento normativo

La legge n. 3 del 2012 ha, per la prima volta, introdotto nel nostro ordinamento procedure di esdebitazione destinate a tutti quei soggetti che non possono accedere alle procedure concorsuali previste dalla Legge Fallimentare.

Il Decreto del Ministero della Giustizia n° 202 del 2014 ha istituito il registro in cui gli organismi devono iscriversi e disciplinato i requisiti e le modalità per l’iscrizione, la formazione e la gestione dell’elenco degli iscritti e la determinazione dei compensi e dei rimborsi spese spettanti agli organismi a carico dei soggetti che ricorrono ad una delle procedure per la composizione delle crisi da sovra indebitamento (art. 1° del D.M. 202/2014).

Lo stato di sovraindebitamento è la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità del debitore di adempierle regolarmente. Tale stato di sovraindebitamento rappresenta il presupposto oggettivo per l’accesso alle procedure e tale definizione può essere intesa quale sinonimo d’insolvenza, fermo restando che è completata chiarendo che non si tratta solo della definitiva incapacità del debitore di adempiere le proprie obbligazioni in modo regolare, ma anche della rilevante difficolta di adempierle

 

Scopo degli Organismi

La loro missione è quella di “aiutare” il debitore – persona fisica o piccola impresa (in ogni caso non fallibile) – a proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione dei debiti (la proposta) nonché a sovraintendere la fase di esecuzione dell’accordo raggiunto con i creditori ed omologato dal Tribunale, risolvendo le difficoltà insorte nell’esecuzione e vigilando sull’esatto adempimento dello stesso, comunicando ai creditori ogni eventuale irregolarità.

Svolgono un compito fondamentale nella fase iniziale di studio e di predisposizione del piano assumendo il ruolo di advisor, sia legale che finanziario del debitore. Rientrano, inoltre, tra le funzioni svolte dall’organismo: a) verificare la veridicità dei dati contenuti nella domanda e nei documenti allegati alla stessa; b) attestare la fattibilità del piano; c) trasmettere e relazionare al giudice i consensi espressi dai creditori e il conseguente raggiungimento o meno della maggioranza degli stessi, allegando le eventuali osservazioni ricevute; d) relazionare ai creditori riguardo le adesioni e il raggiungimento dell’eventuale maggioranza; e) eseguire la pubblicità della proposta e dell’accordo come disposto dal giudice; f) effettuare tutte le comunicazioni disposte dal giudice; g) risolvere i conflitti sorti con i creditori in fase di esecuzione; h) sorvegliare l’esatta esecuzione dell’accordo dopo l’omologazione. La legge assegna quindi agli organismi di composizione della crisi funzioni e compiti che interessano tutte le fasi della procedura, non svolgendo solamente una funzione di supporto nei confronti del debitore.

 

Chi può costituire gli organismi

Gli organismi chiamati a gestire la crisi da sovraindebitamento saranno costituiti da parte di enti pubblici e, più in particolare, potranno richiedere l’iscrizione al Registro tenuto dal Ministero della giustizia: da un lato, Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e istituzioni universitarie pubbliche e, dall’altro lato, organismi di conciliazione costituiti presso le camere di commercio, il segretariato sociale e gli ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti ed esperti contabili e dei notai anche associati tra loro (iscritti di diritto).